La libertà di vagabondare

Avete mai sentito parlare dell’Allemannsretten? E’ una parola usata nei paesi nordici, per indicare un diritto che ogni persona possiede sul territorio svedese, finlandese e norvegese: è il diritto a vagabondare, girovagare. Non è meraviglioso?

Vi racconto qualche dettaglio. In norvegese, la parola significa letteralmente “diritto di tutti” appunto, ed è una legge che dà a chiunque la libertà di vagabondare liberamente dovunque, e in qualunque terra non coltivata del territorio. In sostanza, è possibile fare passeggiate, scalare montagne, campeggiare godendosi la natura e l’aria fresca praticamente in qualunque foresta, montagna o spiaggia. E’ estremamente legata al valore che i popoli del nord danno al tempo trascorso a diretto contatto con la natura: inestimabile! Tanto da farlo diventare legge.

Questa è un’idea e un’abitudine presente in queste terre dai tempi antichi, ed è diventata legge nel 1957 con l’Outdoor Recreation Act.

Nel suo messaggio chiave a George Washington nel 1852, il capo Seattle disse che nessuno può possedere la freschezza dell’aria, lo scintillio dell’acqua o l’azzurro del cielo. La terra è qualcosa che dovrebbe appartenere a chiunque. E allo stesso modo la pensano i popoli del Nord. L’allemannsretten quindi rende legale, nella maggior parte dei casi, per le persone attraversare qualsiasi pezzo di proprietà privata non costruita anche senza prima ottenere il permesso del proprietario. Puoi persino campeggiare nella proprietà privata di qualcun altro per una notte, a condizione di mantenere un comportamento educato, rispettare la natura e restare ad almeno 150 metri di distanza da qualsiasi edificio. Non è bellissimo?

Ci sono però altre regole, oltre a questa, da rispettare. Per esempio, se si desidera stare più di due notti nello stesso luogo, è necessario chiedere il permesso al proprietario terriero, tranne che in montagna o in zone molto remote. La regola principale però è essere attenti e rispettosi della natura, delle persone che possiedono la terra e di quelle che passeranno dopo. I termini utmark e innmark dividono le aree in cui il diritto di viaggiare è valido o limitato. Le aree denominate innmark (o terreni all’interno dei confini) sono delineate chiaramente e possono essere semplicemente guardate, come per esempio cortili, complessi residenziali, terreni coltivati ​​e aree simili in cui il passaggio di persone potrebbe rappresentare un problema per il proprietario. I terreni coltivati ​​possono essere attraversati solo se ghiacciati o coperti di neve. Tutte le aree, al di fuori di queste sopra elencate, sono considerate utmark, ovvero aree accessibili a tutti. In generale, questo include foreste, montagne, paludi, spiagge e aree costiere che costituiscono la maggior parte della superficie del paese. Nell’ambito del diritto di muoversi e viaggiare, le persone sono anche libere di raccogliere piante selvatiche, fiori, cespugli e funghi. Le noci selvatiche devono essere mangiate sul posto e la raccolta della linfa degli alberi richiede l’autorizzazione del proprietario terriero.

L’accordo non scritto è di prendere solo ciò di cui hai bisogno.

Questa idea – che più che un’idea è davvero uno stile di vita – riflette l’enorme rispetto dei norvegesi per la natura. La realizzazione di questo stile di vita ( – legge- )non deriva solo dal prendere ciò di cui abbiamo bisogno e non altro, ma anche dall’assicurarci di lasciare qualcosa per agli altri. Questo, a sua volta, consente alla natura di ricostituirsi e aiuta a creare un ciclo sostenibile.

Come esseri umani, siamo semplicemente una piccola parte del grande schema della natura e dovremmo quindi considerare tutti i suoi elementi – tutti, dal primo all’ultimo, fino a ogni ago di un pino – come qualcosa di sacro, qualcosa che dobbiamo condividere equamente tra noi abitanti del pianeta. L’Allemannsretten offre a escursionisti e campeggiatori la possibilità di non doversi stressare per trovare un campeggio aperto prima che arrivi la notte, e anche di risparmiare un po’ di soldi, campeggiando ovunque.

Tuttavia, il più grande vantaggio è la libertà.

Quando si viaggia in Norvegia per la prima volta, si rimane molto sorpresi dalla mancanza di recinzioni e segnali quali il “keep out” (non entrare). In Norvegia infatti, ai proprietari terrieri non è consentito impedire la libera circolazione, quindi questo tipo di segnaletica sarebbe illegale nella maggior parte dei luoghi. Che sogno.

La natura locale in Norvegia può diventare il tuo parco giochi, la tua casa, la tua fonte di cibo e la tua palestra. L’ Allemannsretten nasce dall’amore per la natura, che si rafforza – quando la rispettiamo.

Qual è la tua strada amico?… la strada del santo, la strada del pazzo, la strada dell’arcobaleno, la strada dell’imbecille, qualsiasi strada. È una strada in tutte le direzioni per tutti gli uomini in tutti i modi.
(Jack Kerouac)

Cosa mi manca della Norvegia (ogni volta che non sono là)

1. Le strade monocorsia con a fianco voragini, che probabilmente raggiungono il centro della Terra. A volte ci sono degli slarghi, su un lato di strada, in cui infilarsi, per lasciar passare la macchina che arriva nel senso opposto: a volte. Tutte le altre, ti devi fare l’intera Norvegia in retromarcia.

2. Lo slargo, già.. quello spazio con la M di meeting point e non di Metropolitana, ma secondo me è M di Marica, così posso fermarmi ogni 52 metri e fotografare la qualunque.

3. Il mare. Il mare in Norvegia è il mare che dico io, gelido e bellissimo, e che credi di avere da un lato, ma improvvisamente è dall’altro e poi dietro e davanti e fai una giravolta e falla un’altra volta.

4. Il mio zaino che puzza di pesce dopo averci tenuto il tipico snack norvegese, che forse era destinato solo ai gabbiani, ma che ho dovuto per forza provare: mangio tutto ma questo mi ha riportato alla mente i gamberetti andati a male sulla finestra dell’hotel di Kuala Lumpur, nel mio primo viaggio oversea

5. I punti di interesse segnati da una specie di fiore.. spesso sono l’inizio di avventurose meravigliose, altre volte però, non capisci bene cosa avresti dovuto vedere di così pazzesco. Ancora più spesso, e qui sta la cosa meravigliosa, i luoghi magici non sono segnalati: prendi ogni deviazione possibile, chissà cosa c’è dietro quella curva

5a. Questo posto magico è stato scoperto così: dalla strada si vedeva solo l’insenatura, bello ma non pazzesco. Ho sentito qualche vibrazione che mi diceva, fermati, c’è qualcosa di speciale. Attraverso un prato con l’erba alle ginocchia, e la paura che siano quelle parti di prato umido che in realtà coprono corsi d’acqua, cammino ancora un pò, poi scorgo il tetto rosso di un rorbu (ndr case dei pescatori, in legno). Scendo un pochino, e si apre la meraviglia.

6. Puoi andare a piedi dovunque tu voglia, anche nelle aree private, se non recintate (e non è recintato quasi nulla). Puoi pure piantare la tenda a patto che sia ad almeno 150 m dalla casa più vicina. Diritto di accostarsi alla natura purché rispetti l’ambiente e le persone: per i norvegesi, è sacro.

7. La fiducia nella gente. Sul traghetto, il biglietto si fa a bordo, vai alla cassa e dici tu per quante persone/macchine, senza ulteriori controlli. Mi immaginavo famiglie italiane intere con il camper pagare per 1. Non ho pagato un parcheggio e mi sentirò in colpa fino al 2027.

Ndr: nel 2021, hanno inserito una forma di pagamento on line, e vengono verificate le targhe durante l’imbarco. Ma abbiamo noleggiato tre biciclette senza lasciare recapiti o documento d’identità, abbiamo comprato i kanelbulle più buoni che mai sui traghetti, dove il bar non ha personale, prendi e paghi alla cassa automatica, abbiamo prenotato una camera piccola con bagno all’esterno, ma la signorina alla reception non era soddisfatta, per lei era troppo piccola per noi, e ci ha proposto un’intera cabin sul fiordo allo stesso prezzo, a patto di avere un buon voto su trip: uno dei posti più belli in cui siamo stati! (vedi dopo)

8. La gran promiscuità fra alta montagna e oceano: non capisci mai dove sei. Qui eravamo diretti a Nusfjord, un antico borgo di pescatori delle isole Lofoten, che appare, a picco sul fiordo, dopo aver guidato su tornanti di montagna e superando un passo. Che confusione, sarà perché ti amo.

9. Quando superano, suonano il clacson: l’ho capito dopo averne insultati troppi (altro senso di colpa). Se sei un fan, come me, dei crime norvegesi/svedesi/danesi, il cartello che ti chiede se stai andando troppo veloce, con un volto di bambina che svanisce, forse ti crea un pochino meno inquetudine.

10. Prenoti la macchina più piccola ed economica, visto i prezzi norvegesi non proprio popolari, e al momento del ritiro, cambio automatico, 7 porte, berlina, nuova di zecca.

11. Le spiagge. (non è vero che non amo il mare, io vado pazza per questo mare)

12. Le strade (non c’è solo l’Atlantic Ocean Road!)

13. La luce (che solo oltre il 60° parallelo nord puoi trovare)

14. Le cabin in cui abbiamo dormito.

15. Le montagne infilate nell’oceano.

16a. I kanelbulle (i rotolini alla cannella). Qui sono ad Å (che non si legge A ma O di Otranto), ultimo paesino in fondo alle isole Lofoten, poi il nulla, e ultima lettera dell’alfabeto norvegese: ad Å ci sono due case, un ristorante, un negozio di giacche sportive bellissimo, e una bakery, costruita nel 1844 dietro il Norwegian Fishing Village Museum, che fa dei kanelbulle fantastici: mi vedo proprio bene lì, a sfornare dolcetti di cannella guardando l’oceano e i rorbu.

16b. Qui invece sono a Trondheim.


16c. E qui in una spiaggia a caso.

17. I riflessi (impazzisco!)

18. Il sole che non dà fastidio, delle 23.

19. La biblioteca di Oslo, Deichman Bjørvika.

20. E se poi sono depressi, anch’io voglio essere depressa qui.

“Quando si è in viaggio, ricordate che un paese straniero non è progettato per farvi stare comodi. È stato progettato per rendere comodo il proprio popolo” Clifton Fadiman